Problemi personali mi impediscono da tempo di aggiornare queste pagine, ma per fortuna leggo qua e la di molti nuovi tratti ciclabili/ciclopedonali (es.: via dell'Almone, via di San Gregorio, via Guido Reni, via Panama ecc.).
E sono felice che pure se migliorabili continuino a crescere i tratti riservati a chi, scelta legittima e diritto personale, preferisce muoversi in bicicletta.
Ma leggo anche tantissime critiche e polemiche, anzi, contrarietà assoluta alle ciclabili da parte di comitati (che difendono il posto auto sotto casa) e la grancassa di soggetti politici che mirano a fidelizzare una protesta che però sta sfuggendo di mano, e non riguarda più "solo" le ciclabili.
Non più solo contro le bici.
Anni fa in un incontro pubblico per il bilancio partecipato, promosso dall'allora municipio 9, una residente di via del Mandrione perorò per l'ennesima volta la realizzazione di marciapiedi per poter raggiungere in sicurezza via di Porta Furba e di conseguenza la metro ed i bus.
La Presidente del municipio risponde segnalando l'esistenza di un progetto che avrebbe ridotto la carreggiata di via del Mandrione a senso unico proprio per permettere la realizzazione dei marciapiedi (e delle fognature parimenti a tutt'oggi inesistenti).
Apriti cielo ! Uno si alza ed apostrofa la richiedente con: " ma dove ci deve andare questa con i marciapiedi!"
Capito !? Tutto deve essere condizionato a non limitare l'uso dell'automobile, fosse anche solo prolungare di 1 km il percorso. Tutt'ora c'è gente che non abita in zona, ma pretende la riapertura del tratto intermedio di via del Mandrione, da usare come scorciatoia per arrivare prima (?) a Ponte Casilino. Come se fosse una strada di scorrimento e non un quartiere abitato da persone che hanno necessità di muoversi a piedi.
Altra perla che segnalo fu l'intervento della portavoce di un comitato locale che voleva fossero riservati ai residenti tutti i posti auto su strada (pubblica!) della propria zona di interesse.
Il rappresentante di un altro comitato, un po' più lungimirante, le rispose che se tutti facessimo la stessa richiesta non si potrebbe più parcheggiare fuori dal proprio quartiere di appartenenza, e quindi non avrebbe più senso possedere un'automobile.
L'egoismo
Ecco! se prima erano uno o due ora sono migliaia, e non hanno bisogno di una platea fisica, commentano sui social (con una prepotenza ed un livore insostenibili) contro le ciclabili, contro i ciclisti in strada, contro i pedoni prepotenti (!?), contro chi denuncia parcheggi selvaggi su marciapiedi e ciclabili e addirittura a favore della doppia ed ultimamente terza fila, addirittura su divieto di fermata.
Anche quando le iniziative, vedi zona 30 nel centro storico, evidentemente non danneggiano minimamente chi guida con prudenza, c'è la sommossa.
Non importa loro nemmeno la sicurezza dei bambini e degli anziani sui marciapiedi o che attraversano strade molto ampie con cicli semaforici ridicoli, con auto che non solo non si fermano agli attraversamenti pedonali ma neanche rallentano ("i pedoni se buttano in mezzo alla strada"), né la reale preoccupazione per il passaggio dei mezzi di soccorso (ambulanze e pompieri), ipocritamente sbandierata per giustificare il boicottaggio di qualunque iniziativa a protezione della incolumità dei più deboli e della mobilità necessaria e sostenibile.
Ci fosse uno di questi tribuni che contesti;
- la sosta selvaggia o in doppia e tripla fila
- la presenza di millemila furgoni di consegne a domicilio,
- le vele pubblicitarie,
- le decine e decine di automobili abbandonate o perennemente in sosta nello stesso posto,
- i dehors che occupano marciapiedi e strade per uso privato
- i bancarellari e fiorai che occupano suolo pubblico e la strada con i furgoni (che peraltro usano generatori inquinanti)
- il possesso di oltre due automobili per unità immobiliare
- ecc.

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